Pubblicato il Piano nazionale 2026–2028: promemoria almeno due giorni lavorativi prima, agende integrate e pagamento della quota ordinaria anche per gli esenti che non si presentano senza giustificazione.
Aggiornato al 25 agosto 2026

Punti Chiave della Riforma 2026-2028 in Sintesi

  • Agende Integrate: Entro il 2026, CUP pubblici e strutture private accreditate gestiranno un’unica agenda prenotazioni.
  • Promemoria Obbligatorio: Il CUP deve inviare un promemoria (SMS/App/Email) chiedendo conferma o cancellazione.
  • Regola dei 2 Giorni: La disdetta va effettuata almeno 2 giorni lavorativi prima per evitare penali.
  • Sanzione No-Show per Esenti: Chi non si presenta e non disdice paga il ticket ordinario, anche se beneficia di esenzione.
  • Percorso di Tutela: Se i tempi massimi di priorità non sono rispettati, è possibile richiedere la prestazione in intramoenia o privato accreditato senza costi aggiuntivi.

Il nuovo Piano nazionale di governo delle liste d’attesa sanitarie 2026–2028 prova a rendere più uniforme e trasparente l’accesso a visite, esami e ricoveri programmati del Servizio Sanitario Nazionale (SSN). La novità che incide più direttamente sui cittadini riguarda la gestione delle prenotazioni: il CUP dovrà ricordare l’appuntamento e consentire di confermarlo o cancellarlo anche da remoto. Chi non si presenta senza una disdetta giustificata potrà essere chiamato a pagare il ticket previsto per la prestazione, anche se beneficia di un’esenzione.


Che cosa cambia con il Piano nazionale 2026–2028

Il Decreto del Ministero della Salute del 9 giugno 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 24 agosto 2026, adotta il nuovo Piano nazionale di governo delle liste d’attesa (PNGLA). Il documento si inserisce nel quadro del decreto-legge n. 73 del 2024 (convertito dalla legge n. 107 del 29 luglio 2024) e punta a coordinare prescrizioni, prenotazioni, priorità cliniche, ricoveri programmati e monitoraggio.

Il Piano non promette che ogni attesa si ridurrà immediatamente, ma stabilisce un sistema nazionale al quale Regioni, aziende sanitarie e strutture accreditate dovranno adeguare organizzazione e controlli. Le Regioni e le Province autonome devono adottare un proprio piano operativo coerente entro 120 giorni e aggiornarlo ogni anno. Per questo le modalità concrete e i canali disponibili potranno continuare a differire da territorio a territorio nella fase di attuazione.

Un solo sistema CUP anche per le strutture private accreditate

Uno degli obiettivi centrali della riforma delle liste d’attesa sanitarie 2026 è la gestione integrata delle agende. Le disponibilità delle strutture pubbliche, delle strutture private accreditate e dell’attività libero-professionale intramuraria (ALPI) devono confluire nei sistemi CUP unici. L’integrazione serve a offrire al cittadino una visione più completa dei posti disponibili e a impedire che agende separate rendano meno efficiente la ricerca dell’appuntamento.

La prenotazione deve rispettare la classe di priorità indicata dal medico di medicina generale ed il relativo quesito diagnostico.

Tabella riassuntiva: Classi di priorità clinica e tempistiche massime

Classe di Priorità Sigla sulla Ricetta Tempo Massimo di Attesa Previsto Azione per il Cittadino in Caso di Ritardo
Urgente U Entro 72 ore Contatto immediato CUP / Rivolgersi al medico
Breve B Entro 10 giorni Richiesta percorso di tutela se CUP non ha posto
Differibile D 30 gg (visite) / 60 gg (esami) Attivazione istanza di garanzia aziendale
Programmata P Entro 120 giorni Monitoraggio agende CUP regionali

Il promemoria del CUP e la regola dei due giorni lavorativi

Il CUP ha l’obbligo di attivare un sistema di promemoria (recall) che ricordi all’assistito la data della prestazione e chieda la conferma o la cancellazione della prenotazione. L’operazione deve poter essere effettuata anche da remoto (tramite App, SMS, portale web o telefono) ed almeno due giorni lavorativi prima dell’appuntamento.

Attenzione: ricevere un promemoria non sostituisce la responsabilità del paziente. Se si sa di non poter partecipare, è prudente annullare subito attraverso uno dei canali indicati nella ricevuta di prenotazione, senza attendere l’eventuale messaggio del CUP.

Mancata disdetta e sanzioni: chi non disdice paga il ticket, anche se esente

La conseguenza più rilevante riguarda il cosiddetto fenomeno del “no-show”. L’assistito che non si presenta nel giorno stabilito senza una giustificata disdetta è tenuto a corrispondere la quota ordinaria di partecipazione al costo (ticket sanitario) per la prestazione non utilizzata.

  • Regola valida anche per gli esenti: La disposizione riguarda anche chi è esente dal ticket per reddito, età, patologia o invalidità. Non si tratta della perdita generale dell’esenzione, ma del pagamento sanzionatorio per la specifica prestazione prenotata e non usufruita.
  • Forza maggiore ed eventi sopravvenuti: Il Piano fa salve le cause di forza maggiore o impossibilità sopravvenuta (malore improvviso, ricovero, incidente). In questi casi occorre comunicare tempestivamente l’impedimento e conservare idonea documentazione o certificazione.

Come disdire correttamente una visita o un esame al CUP

Per evitare l’addebito del ticket ed eventuali contestazioni, è opportuno seguire queste indicazioni operative:

  1. Usare canali ufficiali: Utilizzare i portali regionali, le App CUP ufficiali o i numeri verdi indicati nella ricevuta.
  2. Rispettare le tempistiche: Effettuare la cancellazione almeno 2 giorni lavorativi prima della data dell’appuntamento.
  3. Conservare le credenziali di annullamento: Salvare il codice di cancellazione, la ricevuta digitale o il numero di protocollo rilasciato dal sistema.
  4. Verificare la correttezza: Assicurarsi che la disdetta sia riferita alla specifica prestazione e data corretta.

Che cosa fare se il CUP non rispetta i tempi di attesa della priorità

Se il CUP non offre un appuntamento entro i tempi previsti dalla classe di priorità (U, B, D, P), il cittadino ha il diritto di attivare il percorso di tutela (o istanza di garanzia):

  1. Chiedere formalmente alla propria ASL/Azienda Sanitaria l’accesso alle prestazioni in regime intramoenia o presso strutture private accreditate, senza costi aggiuntivi rispetto al ticket dovuto.
  2. Presentare richiesta scritta facendo riferimento alla Sezione “Liste di attesa” del sito della propria Regione ed allegando la prescrizione e il diniego del CUP.
  3. In caso di peggioramento clinico, consultare immediatamente il medico curante per rivalutare la classe di priorità.

Per un approfondimento sui diritti del cittadino nel Servizio Sanitario, è possibile consultare la nostra sezione dedicata ai Diritti & Servizi Sanitari.

Trasparenza: dove controllare tempi e disponibilità effettivi

Per verificare lo stato di attuazione e i tempi medi regionali, i cittadini possono consultare la Piattaforma Nazionale delle Liste di Attesa dell’AGENAS. I dati pubblicati permettono di verificare il rispetto delle classi di priorità a livello provinciale e regionale.


Domande Frequenti (FAQ) sulle Liste d’Attesa Sanitarie 2026

Quanto tempo prima devo disdire una visita CUP per non pagare la penale?

La disdetta deve essere effettuata almeno 2 giorni lavorativi prima della data fissata per l’appuntamento, salvo diversa indicazione più favorevole stabilita dalla propria Regione.

Chi è esente dal ticket paga la sanzione se non si presenta al CUP?

Sì. In caso di mancata presentazione senza disdetta (no-show) e senza giustificato motivo, la sanzione corrisponde all’importo del ticket della prestazione, ed è dovuta anche dai soggetti esenti.

Cosa succede se il CUP non ha date disponibili entro i tempi della ricetta?

Il cittadino può richiedere alla propria ASL l’attivazione del percorso di tutela per usufruire della prestazione in attività libero-professionale (intramoenia) o in convenzionato con il solo pagamento del ticket ordinario.


Fonti Ufficiali e Normativa di Riferimento

Nota E-E-A-T & Disclaimer: Contenuto a cura del Team Editoriale di LexFocus. Le informazioni fornite hanno scopo meramente informativo e promozionale sui diritti del cittadino ed aggiornamento normativo; non sostituiscono il parere medico o le comunicazioni ufficiali delle singole Aziende Sanitarie Locali (ASL).