IMPRESE & INCENTIVI · MEZZOGIORNO · TRANSIZIONE 4.0

Investimenti sostenibili 4.0 bando MIMIT 2026 per PMI del Mezzogiorno
Investimenti sostenibili 4.0: innovazione industriale, robotica avanzata e transizione energetica per le PMI del Mezzogiorno.

Dal 10 settembre 2026 apre la fase di compilazione e dal 6 ottobre lo sportello Invitalia: requisiti, spese ammesse, premialità green e come ottenere fino al 75% di agevolazione tra fondo perduto e tasso zero.

Aggiornato al 26 agosto 2026 · Redazione LexFocus

Il bando Investimenti sostenibili 4.0 promosso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) mette a disposizione quasi 448 milioni di euro per favorire la crescita tecnologica e ambientale delle imprese meridionali. La misura finanzia programmi innovativi realizzati da micro, piccole e medie imprese in sette regioni del Mezzogiorno, garantendo una copertura fino al 75% dei costi ammissibili attraverso una combinazione di contributo a fondo perduto (35%) e finanziamento a tasso zero (40%). Dal 10 settembre 2026 alle ore 12:00 sarà possibile preparare la domanda sulla piattaforma Invitalia, mentre l’invio formale partirà alle ore 10:00 del 6 ottobre 2026.

Il quadro normativo e la dotazione finanziaria: 447,6 milioni per la doppia transizione

La disciplina operativa dell’intervento Investimenti sostenibili 4.0 è stata formalizzata dal Decreto direttoriale del 5 agosto 2026, in attuazione del Decreto ministeriale 18 marzo 2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 194 del 22 agosto 2026. L’obiettivo strategico della misura consiste nel supportare investimenti industriali avanzati, capaci di integrare la digitalizzazione dei processi produttivi con l’efficientamento ecologico del Mezzogiorno.

In particolare, la dotazione complessiva ammonta esattamente a 447.595.808,76 euro, stanziati nell’ambito del Programma nazionale «Ricerca, innovazione e competitività per la transizione verde e digitale 2021-2027» (FESR). Inoltre, una quota pari al 25% delle risorse complessive è riservata alle micro e piccole imprese, assicurando un accesso privilegiato per le strutture di minori dimensioni nel pieno rispetto delle regole tecniche.

Chi può presentare la domanda: territori ammessi e requisiti di accesso

Possono accedere alla misura le micro, piccole e medie imprese (PMI) conformi alla Raccomandazione europea 2003/361/CE, purché l’unità produttiva oggetto dell’investimento sia situata in una delle sette regioni agevolate:

  • Regioni ammesse al bando: Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna.

Per partecipare a Investimenti sostenibili 4.0, l’impresa proponente deve soddisfare precisi requisiti di affidabilità giuridica e contabile alla data di presentazione:

  • Stato giuridico e attività: essere regolarmente costituita, iscritta come attiva nel Registro delle Imprese e nel pieno esercizio dei diritti, senza procedure concorsuali con finalità liquidatoria.
  • Affidabilità contabile: adottare il regime di contabilità ordinaria e disporre di almeno due bilanci d’esercizio approvati e depositati (ovvero due dichiarazioni dei redditi per società di persone e ditte individuali).
  • Regolarità contributiva: possedere un DURC regolare e rispettare le normative edilizie, urbanistiche, ambientali e di sicurezza sui luoghi di lavoro.
  • Assenza di cause ostative: non avere pendenze per la restituzione di agevolazioni ministeriali revocate e non risultare «impresa in difficoltà».
  • Divieto di delocalizzazione: non aver trasferito un’attività analoga verso l’unità produttiva target nei due anni precedenti e impegnarsi a mantenerla per i due anni successivi.

Attenzione Pratica: L’assenza anche di un singolo requisito formale comporta l’inammissibilità immediata dell’istanza durante i controlli preliminari telematici su Invitalia. Per approfondimenti sui diritti d’impresa, consulti la nostra sezione dedicata a Diritti e Servizi su LexFocus.

Attività ammesse, settori esclusi e principio DNSH

L’incentivo ammette le attività manifatturiere (Sezione C classificazione ATECO 2007) e i servizi alle imprese indicati nell’Allegato 4 del D.M. 18 marzo 2026. Al contrario, sono categoricamente escluse:

  • Settori esclusi: siderurgia, estrazione del carbone, cantieristica navale, fibre sintetiche, trasporti e relative infrastrutture, produzione e distribuzione di energia.
  • Principio DNSH (Do No Significant Harm): esclusione obbligatoria per i progetti che arrecano un danno significativo agli obiettivi ambientali stabiliti dall’Unione Europea.

Quali progetti finanzia Investimenti sostenibili 4.0: la prevalenza digitale

Il bando sostiene programmi organici di investimento iniziale riconducibili a quattro tipologie di intervento:

  • Realizzazione di una nuova unità produttiva;
  • Ampliamento della capacità produttiva esistente;
  • Diversificazione della produzione verso nuovi prodotti o servizi;
  • Trasformazione radicale del processo produttivo aziendale.

Pertanto, per essere ammissibile, il piano deve garantire che le tecnologie abilitanti del Piano Transizione 4.0 rappresentino oltre il 50% dei costi totali ammessi (robotica avanzata, Industrial IoT, Cloud computing, Big Data analytics, Intelligenza Artificiale, Cybersecurity e Manifattura additiva). Per ulteriori analisi sui bandi di settore, legga i nostri approfondimenti nella sezione Focus di LexFocus.

Premialità green ed efficienza energetica: come ottenere punteggio prioritario

Il bando Investimenti sostenibili 4.0 riconosce premialità decisive ai progetti orientati alla sostenibilità ecologica e al risparmio energetico:

  • Riduzione dei consumi: risparmio energetico certificato di almeno il 5% rispetto ai consumi dell’anno precedente.
  • Diagnosi energetica: perizia tecnica asseverata redatta da un EGE certificato UNI CEI 11339 o da una ESCo certificata UNI CEI 11352 (spesa agevolabile fino al 3% dell’investimento totale).
  • Certificazioni ambientali: punteggio prioritario per il possesso o l’ottenimento di certificazioni ISO 14001, EMAS, ISO 50001 e progetti di economia circolare.

Spese ammissibili e massimali di investimento

L’importo complessivo delle spese ammissibili deve essere compreso tra 750.000 euro e 5.000.000 di euro, entro il limite del 70% del fatturato dell’ultimo bilancio depositato dall’impresa.

Categoria di SpesaDescrizione e RequisitiMassimale Ammesso
Macchinari, impianti e attrezzatureBeni strumentali nuovi interconnessi ai sistemi di fabbricaNessun limite (quota 4.0 prevalente >50%)
Opere murarie ed edilizieLavori edili strettamente necessari all’installazione dei beniMassimo 40% del totale costi ammessi
Programmi informatici e licenzeSoftware gestionali, MES, SCADA, licenze e piattaforme 4.0Nessun sub-limite
Certificazioni ambientaliSpese per conseguimento certificazioni ISO 14001, EMAS, ISO 50001Ammesse nei limiti dei costi effettivi
Consulenze specialistiche 4.0Supporto tecnico specialistico per integrazione tecnologie 4.0Massimo 5% delle spese per beni e software
Diagnosi energeticaPerizia asseverata ex ante ed ex post per premialità greenMassimo 3% del totale costi ammessi

Entità dell’agevolazione: mix fino al 75% tra fondo perduto e finanziamento a tasso zero

La copertura finanziaria nominale arriva fino al 75% delle spese ammesse, strutturata in due componenti:

  • Contributo a fondo perduto (35%): erogato in conto impianti a stato avanzamento lavori.
  • Finanziamento a tasso zero (40%): rimborso semestrale fino a 7 anni con preammortamento.
  • Quota a carico dell’impresa (25% minimo): risorse proprie o finanziamento bancario ordinario privo di garanzie pubbliche.

Esempi pratici di ripartizione finanziaria per Investimenti sostenibili 4.0

Voce FinanziariaProgetto da € 1.000.000Progetto da € 3.000.000Progetto da € 5.000.000
Spese ammissibili totali€ 1.000.000,00€ 3.000.000,00€ 5.000.000,00
Fondo perduto (35%)€ 350.000,00€ 1.050.000,00€ 1.750.000,00
Finanziamento tasso zero (40%)€ 400.000,00€ 1.200.000,00€ 2.000.000,00
Totale agevolazione pubblica (75%)€ 750.000,00€ 2.250.000,00€ 3.750.000,00
Apporto proprio impresa (25% min.)€ 250.000,00€ 750.000,00€ 1.250.000,00

Regole di cumulo: rapporti con ZES Unica, Transizione 5.0 e Nuova Sabatini

In merito alla cumulabilità, vige il principio generale del divieto di doppio finanziamento sulle medesime voci di spesa. Di conseguenza, le spese agevolate con Investimenti sostenibili 4.0 non possono beneficiare del Credito d’imposta ZES Unica Mezzogiorno né di Transizione 5.0. Tuttavia, l’impresa può attivare incentivi differenti su investimenti e beni strumentali separati.

Calendario, procedura di invio e valutazione su Invitalia

  • 10 settembre 2026 (ore 12:00): apertura della compilazione della domanda sul portale Invitalia.
  • 6 ottobre 2026 (ore 10:00 – 17:00): apertura dello sportello per l’invio telematico definitivo.
  • Istruttoria su base giornaliera: tutte le domande trasmesse nella stessa giornata sono considerate pervenute contemporaneamente. In caso di superamento del plafond giornaliero, viene stilata una graduatoria di merito.
  • Termine di realizzazione: completamento entro 18 mesi dal provvedimento di concessione.

Domande Frequenti (FAQ) su Investimenti sostenibili 4.0

Quali regioni del Sud rientrano nel bando Investimenti sostenibili 4.0?

Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna.

Il contributo del 75% è interamente a fondo perduto?

No: il 35% è a fondo perduto e il 40% è un finanziamento agevolato a tasso zero. Il restante 25% è a carico dell’impresa con mezzi propri o finanziamento bancario ordinario.

Si possono ordinare i macchinari prima del 6 ottobre?

No. Qualsiasi ordine, contratto o pagamento effettuato prima dell’invio della domanda comporta la decadenza dal beneficio per violazione dell’effetto di incentivazione.

Fonti normative e istituzionali verificate