Il Fondo 2026 è stato più che triplicato. Gli infortuni sul lavoro restano un’emergenza: crescono le denunce e, fra i lavoratori nati all’estero, aumentano anche i casi mortali. Chi ha diritto alle prestazioni, quali domande presentare e quando serve valutare un ulteriore risarcimento.

Dietro ogni morte sul lavoro non c’è soltanto una statistica. C’è una famiglia che, insieme al lutto, deve affrontare la perdita improvvisa di un reddito, pratiche amministrative complesse e decisioni che non possono essere rinviate. Il sostegno ai familiari delle vittime di infortuni sul lavoro è stato rafforzato: per i decessi causati da infortuni avvenuti nel 2026, il decreto ministeriale n. 90 del 15 luglio ha aumentato in modo rilevante il Fondo destinato ai superstiti.

Famiglia di origine straniera assistita in un ufficio legale per le tutele dopo infortuni sul lavoro.
Dopo una morte sul lavoro, i superstiti possono essere assistiti nelle domande per le prestazioni dagli studi legali.

Un sostegno molto più alto per gli infortuni mortali del 2026

Il decreto del Ministero del Lavoro n. 90/2026, registrato dalla Corte dei conti il 27 luglio, ha fissato i nuovi importi della prestazione una tantum a carico del Fondo di sostegno per le famiglie delle vittime di gravi infortuni sul lavoro. Le risorse disponibili per il 2026 ammontano a 42.479.421 euro: 40.979.421 euro di dotazione ordinaria e 2 milioni provenienti da economie pregresse reinvestite.

Il beneficio spetta per gli infortuni mortali avvenuti tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2026 e varia in base al numero dei superstiti aventi diritto. L’importo indicato è riferito al nucleo e, quando i beneficiari sono più di uno, viene ripartito tra loro secondo le regole applicabili.

Superstiti Importo 2025 Importo 2026 Aumento
1 € 10.357,92 € 35.672,92 + € 25.315,00
2 € 17.845,57 € 61.460,57 + € 43.615,00
3 € 25.333,22 € 87.248,22 + € 61.915,00
Più di 3 € 37.438,26 € 128.938,26 + € 91.500,00
Importi per nucleo superstite. Fonti: DM 90/2026 e comunicato del Ministero del Lavoro del 30 luglio 2026.

Attenzione: il Fondo riguarda i decessi causati da infortunio sul lavoro. Le malattie professionali non rientrano in questa specifica una tantum, pur potendo dare accesso ad altre prestazioni INAIL, compresa la rendita ai superstiti.

Infortuni sul lavoro: i casi mortali crescono tra i nati all’estero

I numeri più recenti richiedono precisione. Nel primo semestre 2026, escludendo gli studenti, l’INAIL ha registrato 213.985 denunce di infortunio in occasione di lavoro, il 4,71% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Le denunce in itinere, cioè nel percorso tra casa e lavoro, sono salite a 49.166, con un aumento dell’8,81%.

Non è invece corretto affermare che i casi mortali siano cresciuti nel complesso nazionale: le denunce con esito mortale in occasione di lavoro sono state 342, contro 357 nel primo semestre 2025 (-4,20%), mentre quelle in itinere sono scese da 138 a 128 (-7,25%). Ogni dato è provvisorio: una denuncia non equivale ancora a un caso riconosciuto e le rilevazioni possono cambiare con il consolidamento delle istruttorie.

Il quadro cambia, però, se si osserva il luogo di nascita. Nelle tabelle nazionali mensili, le denunce mortali riferite a persone nate fuori dall’Italia sono passate complessivamente da 108 a 133 tra gennaio e giugno: +23,1%. I casi riguardanti nati in Paesi dell’Unione europea diversi dall’Italia sono saliti da 23 a 33; quelli riferiti a nati fuori dall’Unione da 85 a 100. Nel medesimo perimetro statistico, i casi dei nati in Italia sono scesi da 394 a 349. Quasi il 28% delle denunce mortali del semestre riguarda dunque persone nate all’estero.

Il dato non dimostra da solo le cause. Indica però una vulnerabilità che merita attenzione: impieghi nei settori più rischiosi, lavori manuali, catene di appalto e subappalto, barriere linguistiche e minore capacità di orientarsi fra formazione, dispositivi di protezione e procedure possono sommarsi. La prevenzione resta il primo diritto; l’indennizzo interviene soltanto quando quel diritto non è bastato a salvare una vita.

Il lutto delle famiglie straniere è spesso anche una corsa tra due Paesi

Per una famiglia di origine straniera, la morte può aprire problemi ulteriori: parenti residenti all’estero, rimpatrio della salma, certificati formati in un altro ordinamento, figli che studiano fuori dall’Italia, conti correnti esteri e difficoltà linguistiche. La nazionalità non esclude la tutela: l’assicurazione obbligatoria si applica ai rapporti di lavoro che ne hanno i requisiti indipendentemente dalla cittadinanza delle parti.

È consigliabile rivolgersi subito a un ufficio legale. Prima di sostenere costi per traduzioni, apostille o legalizzazioni, conviene chiedere, se occorre, a un avvocato competente anche in materia di diritto internazionale quali documenti esteri siano necessari e in quale forma. Per chi riscuote la rendita all’estero, l’INAIL prevede canali di pagamento tramite gli istituti di credito convenzionati con l’INPS. Anche la nuova borsa di studio può riguardare scuole e università operanti all’estero.

Chi può ottenere la prestazione del Fondo

Il beneficio spetta in primo luogo al coniuge o alla persona unita civilmente e ai figli. I figli sono ammessi fino a 18 anni; fino a 21 anni se frequentano la scuola media superiore o professionale, sono a carico e non svolgono lavoro retribuito; fino a 26 anni se universitari nelle medesime condizioni; senza limite d’età se maggiorenni inabili al lavoro.

In mancanza di coniuge, parte dell’unione civile e figli, possono accedere i genitori naturali o adottivi se a carico del lavoratore deceduto, oppure fratelli e sorelle se conviventi e a carico. Il Fondo copre anche categorie non assicurate dall’INAIL — per esempio militari, vigili del fuoco, forze di polizia e liberi professionisti — e i superstiti delle persone assicurate contro gli infortuni domestici.

Non esiste un solo aiuto: le prestazioni da verificare

La prestazione del Fondo non sostituisce gli altri diritti. Per una pratica completa occorre verificare almeno le seguenti misure, che hanno destinatari e presupposti non perfettamente coincidenti.

  • Una tantum del Fondo vittime gravi infortuni: da 35.672,92 a 128.938,26 euro per gli eventi mortali del 2026, in base al numero dei superstiti.
  • Rendita ai superstiti: prestazione periodica, esente da Irpef, che decorre dal giorno successivo alla morte. Per gli eventi dal 2014 è calcolata sul massimale convenzionale del settore industria; le quote ordinarie sono il 50% al coniuge o unito civilmente e il 20% a ciascun figlio, con elevazione al 40% nei casi previsti.
  • Anticipazione della rendita: per gli infortuni mortali dal 2007, su istanza degli aventi diritto, l’INAIL eroga un anticipo pari a tre mensilità calcolate sul minimale retributivo di legge.
  • Assegno una tantum in caso di morte: dal 1° luglio 2026 è pari a 12.515,64 euro, non soggetto a Irpef, ed è destinato ai superstiti o, in mancanza, a chi prova di avere sostenuto le spese funerarie.
  • Borsa di studio ai superstiti: dal 2026 vale 3.000 euro annui per primaria e secondaria di primo grado, 5.000 euro per secondaria di secondo grado e IeFP, 7.000 euro per università, AFAM e ITS Academy, se lo studente è titolare di rendita ai superstiti e frequenta con profitto.
  • Sostegno psicologico e sociale: l’INAIL prevede interventi per familiari e conviventi finalizzati all’adattamento, all’autonomia e al reinserimento nella vita di relazione.

L’iter pratico: cosa fare, passo dopo passo

  1. Verificare la denuncia. Per l’infortunio mortale il datore di lavoro deve segnalare l’evento all’INAIL entro 24 ore. Se la denuncia manca, i superstiti o il loro avvocato possono comunque attivare l’Istituto con una propria richiesta, allegando la documentazione sanitaria dalla quale risulti la causa della morte.
  2. Aprire subito un fascicolo. Raccogliere numero della pratica INAIL, denuncia, certificati medici e di morte, eventuali verbali, documenti sul rapporto di lavoro, ultime buste paga, stato di famiglia, atti di nascita o matrimonio, documenti dei figli studenti e coordinate di pagamento. Conservare anche ricevute funerarie e spese sostenute.
  3. Presentare il modello per il Fondo. La domanda utilizza il Mod. 179 ed è indirizzata alla sede INAIL competente in base al domicilio del lavoratore deceduto. Può essere consegnata allo sportello o inviata per posta o PEC. Nella stessa bisogna indicare tutti i superstiti e gli estremi di pagamento; servono le deleghe nei casi indicati dall’INAIL.
  4. Presentare le domande separate. La rendita ai superstiti, l’anticipo di tre mensilità, l’assegno per le spese collegate alla morte e la borsa di studio hanno procedimenti propri. Non bisogna presumere che la richiesta del Fondo attivi automaticamente ogni altra misura.
  5. Controllare i termini. La pagina INAIL del Fondo non indica un unico termine generale utilizzabile per ogni situazione. Esistono però prescrizioni e, in alcuni casi, decadenze specifiche: per esempio, se il decesso sopraggiunge dopo la costituzione di una rendita diretta, gli eredi devono agire entro 90 giorni dalla comunicazione INAIL. La borsa di studio va richiesta entro 60 giorni dalla fine dell’anno scolastico o accademico. La regola prudente è avviare tutto senza attendere.
  6. Verificare ogni provvedimento. Controllare nominativi, percentuali, decorrenze, importi e coordinate bancarie. Per la prestazione del Fondo, in caso di diniego non è previsto un ricorso amministrativo: la tutela passa dal giudice ordinario. Per altre prestazioni possono operare differenti procedure di opposizione e ricorso.

Documenti essenziali: documenti d’identità e codici fiscali dei superstiti; certificato di morte e documentazione sanitaria; dati della pratica INAIL; stato di famiglia e atti che provano parentela o unione civile; attestazioni di studio; documenti reddituali quando richiesti per ascendenti o collaterali; IBAN; deleghe; ricevute delle spese funerarie.

Indennizzo INAIL e risarcimento civile non sono la stessa cosa

Negli infortuni sul lavoro, le prestazioni INAIL e del Fondo sono indennizzi previsti dalla legge: non richiedono, in linea generale, di dimostrare in anticipo la colpa del datore di lavoro. Per i lavoratori dipendenti opera inoltre il principio di automaticità delle prestazioni anche se il datore non ha versato regolarmente il premio assicurativo.

Il risarcimento civile è un percorso diverso. Può essere richiesto al datore di lavoro o ad altri responsabili quando l’evento deriva dalla violazione di obblighi di sicurezza o da un fatto illecito. Può comprendere voci non integralmente coperte dall’INAIL, come il danno da perdita del rapporto parentale subito dai familiari, oltre agli eventuali danni trasmessi agli eredi maturati dal lavoratore prima della morte. Non è automatico: responsabilità, nesso causale e danni devono essere accertati, e le somme già riconosciute possono incidere sul calcolo.

Se è aperto un procedimento penale, i familiari possono valutare con un avvocato la costituzione di parte civile. In alternativa o in parallelo, secondo il caso, può essere promossa un’azione civile o davanti al giudice del lavoro. I termini cambiano in base al titolo della responsabilità e agli atti del procedimento: per questo è opportuno consultare tempestivamente un legale, senza attendere la conclusione della pratica INAIL.

  • Chiedere copia degli atti accessibili: denuncia, verbali ispettivi, documentazione sanitaria e provvedimenti INAIL.
  • Conservare prove del rapporto familiare e delle conseguenze economiche e personali del decesso.
  • Non firmare rinunce, quietanze o accordi transattivi senza avere compreso quali diritti vengono chiusi.

Una tutela economica necessaria, ma la priorità resta evitare la prossima vittima

Per le famiglie colpite dagli infortuni sul lavoro, l’aumento del Fondo per il 2026 è un intervento concreto e di dimensioni inedite. Può sostenere una famiglia nel momento più fragile, ma nessuna somma restituisce una persona né cancella la solitudine amministrativa che spesso segue un incidente. La risposta pubblica deve tenere insieme tre responsabilità: prevenire, accertare con rapidità le cause e rendere realmente accessibili le tutele, anche a chi non parla bene l’italiano o vive lontano.

Per i superstiti, il messaggio pratico è semplice: non aspettare che tutte le prestazioni arrivino da sole. Aprire subito la pratica, verificare ogni beneficio e chiedere assistenza legale. Nel lutto, conoscere i propri diritti non elimina il dolore, ma può impedire che alla perdita si aggiunga anche quella delle tutele previste dalla legge.

Approfondimento LexFocus: per un’altra guida pratica su prestazioni e adempimenti previdenziali, leggi anche Pensioni INPS, comunicazione dei redditi entro il 15 settembre 2026.

Fonti ufficiali e riferimenti

Nota: l’articolo ha finalità informativa e non sostituisce la valutazione di un avvocato sul caso concreto. Dati statistici e importi sono aggiornati al 21 agosto 2026.